Prima di iniziare la mia recensione mi prefiggo di essere breve, concisa e di andare dritta al punto ma già da subito mi rendo conto che non è possibile esprimere in due righe la giornata storica di sabato 15luglio sarebbe ingiusto. Innanzittutto bisogna dire che il mio amore per gli Strokes inizia già qualche anno fa ma purtroppo non avevo mai avuto l'occasione di vederli dal vivo, non per mancanza di volontà sia ben chiaro ma cause esterne nel corso degli anni hanno fatto diventare la possibilità e il desiderio di vederli live, una irrealizzabile utopia. Invece poi arriva la notizia di Torino e decido che questa volta assolutamente non posso rinunciare. Passo i mesi prima del concerto con la testa già proiettata a torino, il che è preoccupante se si pensa che non sono più una teenager da un pezzo. Il 15 finalmente è arrivato, sveglia ore 4 del mattino perchè naturalmente io devo sempre abitare da tutt'altra parte rispetto ai luoghi in cui si tengono gigs e festivals che mi possono interessare. Costringo mio papà ad accompagnare me e la mia amica in stazione, e finalmente si parte, destinazione Torino!Arriviamo al parco della Pellerina (da me sempre chiamato parco della PELLEGRINA) intorno alle 11e30, praticamente non c'è nessuno e io solo a vedere il palco mi commuovo e mi agito. Il caldo è praticamente insopportabile anche perchè decidiamo di sederci sulla rampa di asfalto vicina al palco e di non muoverci da lì fino alla sera. Alle due del pomeriggio praticamente il sole ha già azzerato le mie funzioni vitali, la mia amica parla poco perchè dice di dover risparmiare energie. Verso le due arriva un autobus, due piani, vetri scuri, "sono loro,sono loro" pensiamo e di conseguenza appiccicate ai finestrini iniziamo a salutare, urlare i loro nomi, mandare baci a destra e a manca, il bello viene quando dopo mille manovre inizia a scendere gente dal bus...erano tecnici e gente dello staff...e vabbè, in fin dei conti il nostro amore va anche a loro!Arrivano le sette e, complice il caldo, diventiamo magicamente cattive, scontrose, nervose e rissose verso il prossimo. La mia rabbia sale quando arrivano delle tipe perfettamente in ordine, vestite di tutto punto coi capelli perfetti e ci guardano come se fossimo delle vagabonde appostate all'entrata della stazione. In effetti non hanno tutti i torti, il nostro look inizialmente ordinato nel corso della giornata si è leggermente trasformato..ora siamo sudate, col trucco sciolto e i miei capelli, inizialmente lisci sono ormai molto vicini a quelli di slash dei guns. Comunque dopo varie false partenze per l'apertura delle transenne raggiungiamo il nostro posto praticamente in prima fila. Finalmente si apre la serata con Joan As The Policewoman che però proprio non mi convince, forse perchè è musicalmente non adatta alla serata; fosse stata una cantante al piano bar l'avrei retta magari tra una birra e l'altra ma in quella situazione la sua performance mi ha trasmesso ben poco. Ogni tanto lancio uno sguardo alla mia amica praticamente pallida come Tom Hanks alla fine di Philadelphia (non so se avete presente) "ce la fai?" chiedo, "devo risparmiare energie", risponde lei deglutendo l'ennesima caramella zuccherata per recuperare energie. Nel frattempo dal mega schermo vedo che c'è moltissima gente e il mio ragionamento iniziale mi fa pensare che essendo un FREE festival molta gente abbia deciso di assistere ad un concerto così per passare una serata diversa dal solito senza grandi pretese. Joan finalmente saluta tutti, quando il pubblico capisce che il suo live è finito c'è un boato liberatorio che lei interpreta ingenuamente come un segno di apprezzamento. Io ancora non mi rendo conto di quello che sta per accadere da lì a poco, nella mia mente proprio non riesco a visualizzare, troppo bello per essere vero. E invece è tutto vero, si accendono le luci e loro arrivano!Sulle note di Juicebox mi trovo a cantare a squarciagola abbracciata allo sconosciuto che mi sta di fianco. Loro sono perfetti, esattamente come li immaginavo e come per anni ero stata abituata a vederli nelle foto, nei video, nelle interviste. Noncuranti della temperatura tropicale indossano i loro abiti di scena, suonano in maniera impeccabile e la voce di Julian fugge da ogni classificazione, è semplicemente la voce di Julian, unica!Davanti a me Nickolai e Nick, fantastici, qualsiasi aggettivo risulta riduttivo per descriverli. Non so perchè ma li immaginavo tutti più statici, più distaccati e freddi invece si rivelano l'opposto. Nickolai elargisce grandi sorrisi per tutta la durata del concerto, Nick acconsente con il capo quasi a volere appoggiare i nostri canti, i nostri cori, Fabrizio è lontano ma scatenato come non mai, Albert troppo distante da me, vedo solo la sua inimitabile folta chioma agitarsi e poi...Julian, the prettiest smartest captain of the team, una leggenda. Per tutta la durata del concerto balla e si muove in un modo tutto suo, uno stile che sarebbe etichettato come goffo ma non se si parla di Julian, i suoi movimenti da pazzo contribuiscono a rafforzare il suo fascino. Casablancas ci regala anche delle frasi in italiano come "ciao bellissimi" ma è l'espressione inglese "you're fucking crazy" ad incendiare la folla!Le canzoni volano via velocissime, il tempo sembra accellerare proprio quando io vorrei che si fermasse o che almeno rallentasse un po'.Nel bel mezzo di Vision Of Division lancio uno sguardo alla mia amica che, inizialmente morente ora è miracolosamente rinata e scatentata poga, canta e salta come tutti del resto..Ad un certo punto io e la mia amica iniziamo a gridare "fabrizio, fabrizio" e nel giro di due secondi ci accorgiamo che il coro si è espanso ed è diventato così forte che neanche il gruppo può far finta di niente, Nick sorridendo, tiene il tempo battendo la mano sulla chitarra, Albert che si è avvicinato alla batteria di Fab per sorseggiare qualcosa dal suo bicchiere ride, Nickolai addirittura stacca le mani dall'amato basso e le batte al ritmo del nostro coro...Fab alla fine sale in piedi e allarga le mani in un gesto che ad alcuni ricorda le grandi rock star ma ai più sembra una movenza tipica del profeta, del messia, una sorta di pastore di anime. Il concerto continua rapido e violento come un'esplosione ma nel mezzo del delirio si apre un momento di calma, di pura e perfetta tranquillità, è il momento di Ask Me Anything introdotto in maniera impeccabile da Julian "we're going to sing a song SOLO me and Nick mmh...Nickolas". Per tutta la durata della canzone c'è un inedito sorriso stampato sul volto di Nick, una volta tornata a casa e riguardato il video del pezzo mi accorgo del perchè di quel sorriso..tutti cantano "I've got nothing to say, I've got nothing to say" ma siamo veramente stonatissimi bisogna essere sinceri!Altro momento topico, Nick, Fab e Albert che suonano il riff di Seven Nation Army, canzone meravigliosa a mio avviso ingiustamente deturpata dai tifosi italiani ( a proposito, qualcuno sa come ha reagito il povero Jack White??); ma in quel momento metto da parte i miei dubbi e mi scateno manco fossi un ultras allo stadio. La scaletta è perfetta, si pesca da First Impressions of Earth, solo due brani (ma per me i più significativi) di Room on Fire e ben sette pezzi dal capolavoro IS THIS IT. Durante il live io mi accorgo di amarli più di prima, sono musicalmente perfetti, bravissimi, simpatici, bellissimi...insomma mi sento orgogliosa di essere lì, e di essere una loro fan e in un'ora e un quarto di concerto sono loro a esprimere a noi la loro gratitudine e a ricordarci il motivo per cui li amiamo così tanto. Attorno a mezzanotte Julian presenta quello che sarà l'ultimo brano "take it or leave it" e così noi diamo sfogo alle nostre ultime energie, coscienti che saranno le ultime urla, gli ultimi salti e le ultime gocce di sudore di una serata indimenticabile. Alla fine Nickolai saluta, e Julian si batte il pugno sul cuore mentre saltella per raggiungere il backstage, poi se ne va Nick, e Albert e Fabrizio che dopo aver lanciato le bacchette della batteria non resiste alla tentazione del microfono e urla un "forza italia", un grido che tutti capiscono essere privo di qualsiasi riferimento politico, e quindi il boato e le urla continuano. Ma non ci saranno bis, le luci si spengono e gli strumenti vengono portati via assieme ad una parte di noi che rimarrà sempre attaccata a quel palco,a quelle luci, a quelle emozioni che saranno difficili da dimenticare. A quasi 10giorni di distanza ancora mi sento vuota e malinconica ripensando a quella serata, la fatica, il sole e le ore di attesa non mi sembrano poi così insopportabili ora. Ciò che ricordo è quell'ora e un quarto che mi ha letteralmente sconvolta...e penso di non essere la sola. In effetti ho capito che la maggior parte delle persone che erano lì erano venute per ascoltare i loro idoli per vederli, per cantare con loro, non così per trascorrere una serata diversa dal solito. E io che pensavo che in Italia non li conoscesse nessuno...Penso sia un dato importante che migliaia di persone da tutta Italia si ritrovi a vedere il concerto di un gruppo che in Italia a MTV (almeno in ore giornaliere)non si è mai visto, che non è mai stato al Festivalbar ( e speriamo che mai accada)ne tanto meno a Top of the pops o Cd live. Significa che nonostante tutto la gente è capace di ragionare con la propria testa e di seguire i propri gusti senza condizionamenti e questo ragionamento mi ha reso ancora più soddisfatta (we all disagree I think we should disagree) Mi rendo conto della lunghezza sproporzionata della mia recensione, feel free di tagliare o cestinare a vostro piacimento ma dovevo condividere questi pensieri con qualcuno... Quindi un grazie agli Strokes per tutto, ma un grazie anche a tutti quelli che c'erano il 15, siamo stati bravi pure noi..e un grazie a chi perderà minuti preziosi della propria giornata per leggere il mio prolisso resoconto! The sky's not the limit