The Strokes - "Is This It" (Rough Trade Records/RCA) Strana questa recensione. O meglio, strano farla adesso, ad un anno e mezzo ormai dall’uscita del loro primo album. Di solito questa cosa la si fa con album storici, che vengono ri-recensiti per farli conoscere agli sfortunati che se li erano persi. Questo album secondo me è uno di quelli. Un album che potrei definire innovativo anche se in realtà di innovativo ha ben poco perché ripesca suoni del rock anni '70 di Stooges e Television. Un album completo, fantastico. Era la scorsa estate quando ho cominciato a sentire questo nome circolare con insistenza sulle riviste del settore, ma ancora non avevo sentito nessun loro pezzo. Li avevo poi visti su un numero di "NME" in cui erano fotografati in una via di New York, vestiti in stile seventies, e nel lungo articolo interno avevo letto che durante quelle foto avevano anche trovato il tempo per fare a botte con una banda locale. Pura invenzione dei media o realtà? Non lo sapremo mai, ma non importa. Julian & soci mi avevano irrimediabilmente colpito. Dopo qualche tempo finalmente mi arriva il cd! Si intitola "Is This It" e come copertina ha una foto in bianco e nero di un fondo schiena femminile con un guanto in pelle nera che lo accarezza: che stile! Si parte con Is this it: canzone lenta con un grande basso (made in Nikolai Fraiture). Un modo veramente coraggioso per iniziare un album, vista la stranezza del pezzo. Si continua con The modern age, un pezzo veramente "old-style" in cui finalmente capisco la validità della voce di Julian, da molti addirittura definito "Il nuovo Lou Reed"! Poi Soma, Barely legal, Someday (nel video in uscita a breve la partecipazione di un ospite d’eccezione: Slash!), Alone together… Una serie di colpi (non a caso in inglese si dice "stroke") al cervello. Sono assolutamente sbalordito quando inizia Last nite, primo singolo e unica canzone che fino ad allora avevo sentito. Non avendo la track-list davanti, prima di inserire il cd nel lettore ero impaziente nel'’aspettare il momento di questa canzone perché la trovavo veramente incredibile; ma ora, dopo aver ascoltato altri sei brani ero quasi indifferente alla bellezza di questo brano. Era solo un grande pezzo in mezzo ad altri grandi pezzi. Poi Hard to explain e New York City cops, canzone che è stata tolta dalla versione americana dell’album dopo i fatti dell’11 settembre e sostituita con When it started. Seguono Trying your luck e la splendida Take it or leave it, canzone che sembra fatta apposta per essere suonata live. L’album è finito dopo undici canzoni, ma mi sembra di essermi seduto cinque minuti fa ad ascoltarlo. Un concentrato di rock’n’roll, punk-rock e sonorità anni '70: come riesumare Velvet Underground, Iggy Pop e compagni. Un grandissimo esordio: possiamo solo attendere il loro secondo lavoro che verrà registrato in settembre. ( 5 stelle) da munnezza.it