Recensione pubblicata il 22-12-2001 TRA PUGNI E CAREZZE di Michele Chisena Hai imparato la chitarra dal tuo amico Nick Valensi. Non sapevi nulla, ma apprendevi gli accordi in fretta. Era il 1995 e non immaginavi come sarebbe andata a finire, Julian Casablancas. Non lo sapevano: Fab Moretti che suona la batteria, né Nickolai Fraiture (il tuo migliore amico) che cincischia col basso. Cercavi qualcun altro e lo trovasti. Albert Hammond Jr, chitarrista in erba veniva dalla lontana Svizzera. Diventaste cinque e sceglieste di chiamarvi The Strokes. Ma sapevi che non era facile almeno fino a quando non sareste riusciti a suonare una canzone dall'inizio alla fine. Ci riusciste in poco tempo. Tanto poco che all'inizio del 2000 suonavate già al Mercury Lounge, New York City, oh yes! Sapevi che quella era la strada giusta, ma ci voleva anche la persona giusta. La trovasti. Ryan Gentles era a caccia di talenti come un investigatore a caccia di indizi. La sapeva lunga. Così tanto da inviare nel vecchio continente un plico contenente il demo tape di "The Modern Age", la tua prima composizione. L'indirizzo era chiaro: "all'attenzione di Geoff Travis" - Rough Trade -, London Town, of course! Non t'aspettavi che Travis non avrebbe neanche finito di ascoltarlo e ti avrebbe proposto un contratto per la registrazione dell'album di debutto, Is This It. Non immaginavi nemmeno che nel tour promozionale in Gran Bretagna avresti attirato tanta attenzione e, al concerto di Oxford, i Radiohead. Né che i biglietti sarebbero costati 180 sterline tonte. Capita alle persone molto importanti. Questo non lo sapevi ancora. Ora tutti fanno a gara per scoprire se nella tua cameretta hai il poster di Tom Verlaine o quello di Lou Reed, i vecchi vinili degli Smiths o quelli degli Stooges. Eroi di un tempo che nemmeno conosci, perché non hai l'età. Tu non sai rispondere o non hai la più pallida idea di cosa significhi comporre musica nell'epoca moderna. Non sai come un paio di chitarre sporche, una voce ruvida, un basso e una batteria-suono-garage, possano ancora dire qualcosa. Né come il vecchio possa sembrare nuovo. Sai solo comporre canzoni come "Barely Legal", "Someday Last Nite", "Hard To Explain", che pare facciano già impazzire qualcuno, tutto il resto non conta. Sai di aver scritto uno degli esordi più brucianti degli ultimi dieci anni, ma non lo fai intendere. Julian Casablancas, a vent'anni potevi immaginare di trovarti già al primo posto? (voto: 5/5) da musicboom.it