Odor di Velvet Underground nell’esordio dei cinque americani. Voto: *** Recensito il: 10/01 La sensuale copertina di Is This It dei The Strokes potrebbe far temere anche un altro significato: il contenuto del cd è, per non essere volgari, una fregatura. Inseriamo curiosi il dischetto nel lettore e avviene qualcosa di strano: siamo indietro di trent'anni, in compagnia di artisti geniali ed eccentrici, e si discute di musica, pittura, scultura immersi in un'atmosfera altamente psichedelica. Passata la sbornia momentanea, ci accorgiamo invece che siamo nel 2001 e che The Strokes è un gruppo statunitense giunto al primo album dopo una breve ma intensa gavetta. L'amore sviscerato per Lou Reed e i suoi Velvet Underground è evidente, un amore sincero che impedisce di cadere nella copia e trasforma invece il disco in un sentito ringraziamento per il loro contributo alla causa del rock. E allora Is This It non suona noioso, anzi la giusta dinamica rock si arricchisce di una sottile dose lisergica, evidente soprattutto nelle ballate elettriche. La coperta che ci avvolge è di "velluto" ma alcuni ricami presentano altre pregiate fatture "oldies but goldies" come Television e Buddy Holly, insomma il rock'n'roll e il blues più viscerali. Cosa c'è di nuovo? Nulla. Cosa c'è di vecchio? Tutto. Perché allora comprare The Strokes? Perché sono la dimostrazione che la musica rock, quella con la R maiuscola, è sempre attuale e riascoltarla ogni tanto fa molto bene. Gianluca Polverari da rockstar.it